AFFITTI BREVI E CONDOMINIO: NELLE CITTÀ TURISTICHE LA NUOVA SFIDA È ANCHE PER GLI AMMINISTRATORI

Il tema degli affitti brevi torna al centro del dibattito europeo. Come emerge anche dalle recenti anticipazioni sulla possibile disciplina UE, si va verso una maggiore possibilità per le amministrazioni locali di intervenire nelle aree caratterizzate da forte pressione turistica e abitativa.

Ma c’è un aspetto di cui si parla ancora troppo poco: l’impatto della crescita delle locazioni brevi sulla vita e sull’amministrazione dei condomìni, soprattutto nei centri storici e nelle grandi città a vocazione turistica.

Roma, Firenze, Venezia, Milano, Napoli, Bari e molte altre città vedono interi fabbricati nei quali appartamenti originariamente destinati alla residenza vengono utilizzati, stabilmente o frequentemente, per soggiorni di pochi giorni.

Per l’amministratore di condominio questo fenomeno può tradursi in una gestione molto più complessa. Non è la locazione breve in sé a costituire necessariamente un problema, quanto la concentrazione e la continua rotazione degli occupanti all’interno degli edifici.

Aumentano così le questioni legate all’utilizzo delle parti comuni, agli accessi di persone estranee al fabbricato, alla sicurezza, al rispetto degli orari e del regolamento condominiale, ai rumori, all’utilizzo degli ascensori, alla gestione dei rifiuti e, in alcuni casi, ai maggiori costi connessi alla più intensa utilizzazione dei servizi comuni.

C’è poi il tema della sicurezza degli accessi. Key box, serrature elettroniche, codici temporanei e sistemi di self check-in stanno modificando concretamente le modalità con cui si entra negli edifici. È quindi necessario trovare un equilibrio tra il diritto del proprietario di utilizzare economicamente il proprio immobile e quello degli altri condòmini alla sicurezza e alla tranquillità dell’edificio.

Il condominio non può diventare il grande assente

L’eventuale introduzione di nuovi strumenti europei e nazionali per regolamentare le aree sottoposte a maggiore pressione turistica non dovrebbe riguardare soltanto Comuni, proprietari, piattaforme digitali e operatori turistici.

Occorre ascoltare anche chi questi immobili li amministra ogni giorno.

Gli amministratori di condominio sono infatti tra i primi soggetti a raccogliere le conseguenze pratiche dei cambiamenti nell’utilizzo degli appartamenti: segnalazioni, contestazioni, problemi di convivenza, necessità di verificare i regolamenti e richieste di intervento sulle parti comuni.

La futura regolamentazione dovrà inoltre confrontarsi con un principio fondamentale: il diritto di proprietà e la possibilità di utilizzare il proprio immobile non possono essere compressi arbitrariamente, ma devono essere contemperati con la tutela della sicurezza, della destinazione degli edifici e dei diritti degli altri proprietari.

Per questo servono norme chiare, uniformi e concretamente applicabili. Non possiamo lasciare agli amministratori il compito di risolvere, condominio per condominio, conflitti che derivano da un fenomeno economico e sociale ormai strutturale.

RE-COND: «Gli amministratori devono essere coinvolti»

Come RE-COND – Rete degli Amministratori Condominiali e Immobiliari, riteniamo necessario che nel confronto istituzionale sugli affitti brevi venga riconosciuto anche il ruolo delle associazioni rappresentative degli amministratori.

La questione non può essere ridotta allo scontro tra turismo e residenza. Esiste un terzo livello, quello della convivenza condominiale, che riguarda milioni di cittadini e che rischia di diventare sempre più complesso nelle città ad alta densità turistica.

Regolamentare gli affitti brevi significa quindi anche chiedersi come cambierà il condominio delle nostre città.

E su questo gli amministratori professionisti devono poter avere voce.

RE-COND – Rete Amministratori Condominiali e Immobiliari
Per una gestione professionale, sicura e moderna del condominio.

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