Isidoro Tricarico

Amministratori di condominio in regione Puglia

http://www5.consiglio.puglia.it/GissX/XSagArchivio.nsf/b7053e69bd246dbfc125690b0035d07d/6abe56ad3d419838c125827b0050c4d2?OpenDocument

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Albo amministratori. Se ne discute

https://www.condominioweb.com/associazioni-categoria-aspettative-nuovo-legislatore.14671

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Quesiti gratuiti condominiali

https://www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com/art/dalle-associazioni/2017-05-08/quesiti-gratuiti-prossima-settimana-201049.php?uuid=AEP4NeIB&refresh_ce=1

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Condominio. La parziarietà delle obbligazioni

http://www.liguria2000news.com/convegno-giuridico-%E2%80%9Ccondominio-la-parziarieta-delle-obbligazioni%E2%80%9D.html

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L’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO SI PUÒ PAGARE CON I VOUCHER LAVORO? ECCO CHIARIMENTI DEL MINISTERO DEL LAVORO

Con l’introduzione dei nuovi voucher (Libretto Famiglia e PrestO), ci sono state diverse interpretazioni in merito all’utilizzo di questi strumenti in ambito condominiale. Per meglio dire, alcuni autori avevano ammesso la possibilita

di pagare l’amministratore di condominio con i voucher: in particolare con il c.d. PrestO.A seguito di tale notizia, sono giunte in redazione una serie di interrogativi, dubbi e soprattutto richieste di chiarimenti sulla vicenda.

Per eliminare una possibile confusione nella gestione del rapporto professionale tra amministratori condominiali e condo’mini amministrati, l’associazione degli Amministratori Help! Condominio (Presidente Isidoro Tricarico) coordinata con la Redazione di Condominioweb, hanno interpellato, per conto dell’Avv. Maurizio Tarantino, il Ministero del Lavoro.

Partiamo da una breve disamina su come utilizzarli per i lavori in condominio.

Breve disamina dei nuovi voucher. La disciplina delle prestazioni di lavoro occasionale e’ stata introdotta dall’art. 54 bis, legge 21 giugno 2017, n. 96 di conversione del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50. Le nuove norme si sono rese necessarie dopo il superamento della precedente normativa che regolava il lavoro accessorio, attraverso l’istituto dei cosiddetti ‘voucher’.

Attualmente la nuova disciplina prevede:

a) Il libretto famiglia – per i privati. Si tratta di un apposito libretto nominativo prefinanziato, acquistabile presso l’INPS o gli uffici postali, e utilizzabile per il pagamento delle prestazioni occasionali rese nell’ambito di:

Piccoli lavori domestici – inclusi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;

Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilita’ ;

Insegnamento privato supplementare.

Quindi i nuovi voucher potranno essere usati (anche in ambito condominiale) per giardinaggio, pulizia, manutenzione.Il Libretto famiglia conterrà dei titoli di pagamento dal valore di 10 euro (utilizzabili massimo per un’ora di lavoro) cui si sommano altri due euro per i contributi e l’assicurazione. Ovvero, al datore di lavoro i buoni costeranno 12 euro considerato che i contributi per un’ora pagata 10 euro sono pari a 1,65 euro alla gestione separata Inps e 0,25 euro all’Inail.

Alle citate modalità di voucher possono ricorrere le persone fisiche o altri utilizzatori.Il limite di durata per i privati e’ di 280 ore l’anno oltre il quale il rapporto di lavoro si trasforma in contratto a tempo pieno indeterminato.

b)I Contratti di prestazione occasionale – per le imprese.

Si tratta di una forma contrattuale semplificata, in sigla PrestO (Prestazione Occasionale), gestita anch’essa tramite una piattaforma telematica curata dall’INPS.

I contratti di prestazione occasionale non saranno dei nuovi buoni lavoro, ossia dei ticket, ma dei veri e propri contratti di lavoro subordinato, attivabili dalle imprese.

Possono attivare i contratti di prestazione occasionale solo le microimprese con non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato, professionisti, non profit, amministrazioni pubbliche.

Con il contratto di prestazione occasionale, l’utilizzatore può acquisire con modalità semplificate prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità, nel rispetto dei limiti economici previsti dalla norma.

I limiti economici, tutti riferiti all’anno civile di svolgimento della prestazione lavorativa, corrispondono:Tali importi sono riferiti ai compensi percepiti dal prestatore, ossia al netto di contributi, premi assicurativi e costi di gestione.

L’interpello proposto dall’Associazione Help! Condominio. Il giorno 3 gennaio 2018, l’associazione degli amministratori ha proposto il presente quesito al fine di conoscere la corretta interpretazione del D.l. 50/2017 convertito dalla L. n. 96/2017 in ambito condominiale.In particolare e’ stato chiesto al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali: ”¦ a causa delle recenti notizie pubblicate da parte degli organi di stampa, si chiede di specificare se e’ possibile applicare la nuova disciplina dei contratti di prestazione occasionale (ed. PrestO) nei confronti degli amministratori di condominio’.

La risposta del Ministero del Lavoro del 13 febbraio 2018.

Preliminarmente il Ministero ha evidenziato che nel lavoro accessorio sono ricomprese quelle attività lavorative di carattere occasionale, non riconducibili a tipologie contrattuali tipiche del lavoro subordinato, del lavoro autonomo o ad attività professionali (v. la circolare del Ministero del lavoro n. 49/2013).

Pertanto lo svolgimento di detta attività non appare conciliabile con l’istituto del lavoro accessorio.

Premesso quanto innanzi esposto, in risposta al quesito richiesto, il Ministero del Lavoro ha precisato che:

a) L’articolo 54 bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, come convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sanziona non solo la violazione dei limiti economici, ma anche il superamento del limite massimo di durata della prestazione, pari a 280 ore nell’arco dell’anno civile, limite temporale che non sarebbe oggettivamente verificabile con riferimento all’attivita’ svolta dall’amministratore.

b) Sulla base di detti presupposti legali tale tipologia contrattuale non appare conciliabile con la natura al contrario continuativa ed eterogenea dell’attività dell’amministratore di condominio, il quale deve assicurare la cura e la gestione degli interessi collettivi affidatigli dai condo’mini.

In conclusione, alla luce di tutto quanto innanzi esposto,la figura della professione dell’amministratore di condominio non può essere conciliata con la tipologia contrattuale prevista per i nuovi voucher.

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Dove si fermano le delibere condominiali…

Ci si domanda spesso su cosa di fatto blocca le delibere condominiali. Le componenti principali sono due: burocrazia e interessi personali. Questo è il monitor della vita condominiale odierna, che spesso in assemblea diventa oggetto di discussione. Ogni condomino che siede in assemblea prevalentemente tende a tutelare esclusivamente i propri interessi, cercando di combattere all’estremo pur di prevaricare quelli altrui. Accanto a questa annosa problematica sociale, c’è la burocrazia con le sue lentezza e e con i suoi tempi. oggi come oggi diventa sempre più difficile interfacciarsi con uffici pubblici nel tentativo di risolvere alcune questioni di natura condominiale. Alla luce dei fatti si assiste a un disastro come quello occorso in questo condominio di Bari. La speranza è che la vita condominiale possa cambiare, partendo innanzitutto dall’approccio dei singoli condomini. gli interessi personali sono naturali contrapposizione degli interessi generali e quindi condominiali. compito sempre più duro quello dell’amministratore che ha il dovere di trovare il giusto equilibrio. Partire dagli angoli da smussare per arrivare al raggiungimento dell’equilibrio, tutto condito di normative e interessi…e intanto nulla cambia. Iniziamo a cambiare tutti.

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Il comune di Brindisi e gli amministratori condominiali… Qualcosa non funziona

Il 28 gennaio 2021, il comune di Brindisi emette un mandato esplorativo alla fine di una ricerca di mercato persone disponibili ad amministrare alloggi pubblici. Il bando pubblicato, lacunose contraddittorio in molteplici aspetti, tende a arruolare persone che abbiano una modesta conoscenza della materia condominiale al fine di colmare le lacune gestionali dell’ente di alloggi di proprietà pubblica. In realtà il bando, oscuro della materia condominiale e della sua disciplina, pone lente stesso di fronte a una crudele realtà: offerta di gestione di immobili pubblici a taluni sprovvisti di particolari conoscenze in materie condominiali e nemmeno particolari aspettative professionali. La parte più preoccupante di questo bando riguarda l’aspetto economico con offerta pubblica di una cifra di denaro senza vincolare la destinazione. Questa realtà dimostra come oggi la conoscenza della materia condominiale sia sempre più lontana e misteriosa, noncurante dei limiti e dei pericoli. Bene farebbe la amministrazione comunale di Brindisi a coinvolgere le associazioni di categorie territoriali, per potersi lasciare suggerire quelli che saranno i migliori presupposti per la pubblicazione di un bando pubblico che di fatto dovrebbe tutelare tutti i cittadini. Non ultimo l’invito a tutte le altre amministrazioni comunali italiani a desistere dalla pubblicazione di tali bandi, per salvare ancora oggi un decoroso concetto di amministrazione condominiale.

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Superbonus: ottima ripartenza ma manca la forza lavoro

Il problema diventa oggi la mancanza di forza lavoro. Il settore dell’edilizia scopre improvvisamente di essere scoperto di lavoratori. fino a qualche anno fa assistevamo un fenomeno migratorio verso Svizzera e Germania di tutto l’apparato lavorativo edilizio, Oggi invece grazie al ecobonus scopriamo che è possibile lavorare nell’edilizia in Italia. Magari un simile provvedimento poteva essere trovato prima. obiettivo nostro è quello di conciliare le esigenze di imprese e di condomini.

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Giustizia Condominiale?

Se c’è qualcosa che più preoccupa il mondo condominiale quella cosa è sicuramente la giustizia. Oggi finalmente si parla di riforma della giustizia tanto a te sei sollecitata da tutto il mondo condominiale e non solo. Quando si parla di giustizia ovviamente si fa riferimento all’intero apparato giudicante ed organizzativo del mondo legale italiano. Un mondo tanto confuso e pasticciato da inesattezze e disparità. La prima inesattezza riguarda l’inquadramento legale dell’amministratore di condominio, che tanti hanno voluto ed altrettanti hanno denigrato, di fatto creando un grave pregiudizio nelle aule giudiziarie. Le disparità invece riguardano la concentrazione di super poteri affidati dai giudici agli amministratori che l’ordinamento giudiziario non ha mai riconosciuto. Emerge un grande vuoto, un grandissimo vuoto che distrugge tutti i principi costituzionali riconosciuti. La fine di questo grande pasticcio può arrivare solamente attraverso una grande riforma, partendo dal riconoscimento della figure legale dell’amministratore di condominio, in maniera chiara ed inequivocabile, la seconda riguarda l’applicazione della legge da parte dei Giudici, che possa rendere giustizia per l’operato degli amministratori e per quello dei componenti delle assemblee di condominio. Si attende tanta verità

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Approvato in commissione bilancio il piano casa regionale

A dichiararlo è direttamente il presidente commissione regionale bilancio. Il Piano casa, secondo Amati: “Commissione unanime approva proroga al 2022. Condivido intento Governo di renderlo stabile”. Aggiunge Amati “Il voto unanime della Commissione sulla proposta di legge di proroga del Piano casa a tutto il 2022, dimostra l’utilità economica dello strumento e la sua coerenza con i valori ambientali di riduzione del consumo di suolo. Condivido l’iniziativa annunciata dall’assessore Maraschio di rendere al più presto stabile e strutturale lo strumento e il suo valore economico ed ecologico”. Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, sottoscrittore con il consigliere Filippo Caracciolo della proposta di legge. “È chiaro che non appena il Consiglio regionale approverà la riforma annunciata dall’assessore, anche il provvedimento di proroga licenziato oggi dalla Commissione e in attesa di approvazione del Consiglio perderà efficacia. Sono contento che anche gli imprenditori edili e tutti gli ordini pugliesi degli ingegneri, architetti e geometri, tranne quello degli ingegneri di Bari che si è riservato d’inviare una nota scritta, abbiano espresso parere favorevole a tutta l’impostazione proposta da noi e dal Governo regionale sul Piano casa e sulla proposta di abrogazione della norma approvata di recente sul divieto di monetizzazione degli standard, a tutto svantaggio dei piccoli interventi e dei comuni. In ogni caso, lo strumento del Piano casa, nato e cresciuto durante il primo e il secondo governo Vendola e sulla base di una legge statale promossa dal Governo Berlusconi, dimostra ancora oggi la sua vitalità produttiva e la sua funzione plurima, incentrata su aspetti fortemente ecologici, la riduzione del consumo di suolo e l’utilizzo di materiali per il risparmio energetico, sulla minore discrezionalità nella decisione e quindi minori rischi di corruzione, e sui migliaia di piatti a tavola che ha consentito di assicurare”.

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Finalmente non più contatori acqua condominiali.

Dopo quasi nove anni arriva finalmente il provvedimento dell’acquedotto Pugliese tanto atteso di scissione degli impianti condominiali previsto dalla ARERA.

Tale provvedimento supera di fatto il vincolo solidale tra condomini nei debiti verso l’ente.

Accolto sotto la spinta delle maggiori associazioni rappresentanti amministratori di condominio, il provvedimento oggi mi deve ancora concretizzare le condizioni pratiche per il conseguimento e l’ottenimento della scissione degli impianti. Curiosità sull’effetto pratico.

Nell’attesa, la associazioni ringraziano sperando nel coinvolgimento e partecipazione alle scelte pratiche.

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I dubbi sulla scelta dell’amministratore interno.

Diverse volte sono state segnalate circostanze di mancanza di dichiarazioni fiscali dei compensi di amministratori interni.

Come è altrettanto dubbia la formazione prevista dal DM 140/14, solitamente trascurata dagli amministratori interni.

È opportuno a tal proposito entrare nel merito e revisionare la parte di legge che prevede l’ipotesi di nomina amministratore interno, sia dal punto di vista fiscale che formativo.

La scelta dell’amministratore interno rappresenta la più bizzarra e la più anacronistica di un processo culturale di progresso e di sviluppo del mondo condominiale.

Tantissime segnalazioni arrivano da condomini che abitano in condomini amministrati da condomino interno.

Vengono denunciati i peggiori disastri amministrativi, tecnici e legali che spesso portano a lunghissimi e costosi contenziosi legali.

Tutto ciò doveva passare semplicemente attraverso un risparmio economico, ma spesso diventa il più grande incubo di diversi condomini.

Preventivi rialzati per favorire ditte amiche… Tutto per favorire gli interessi di un solo condomino.

Fino a quando non si comprenderà l’urgenza di una revisione di questa normativa, tanti condomini di saranno vittime o schiavi delle scelte di taluni amministratori interni.

Giusto anche che il governo intervenga drasticamente per la revisione di tale normativa.

Preme ricordare come spesso tanti amministratori interni percepiscono compensi senza emettere fattura. Sarebbe necessario un controllo a tappeto di tutti questi amministratori.

Solo la chiarezza e la trasparenza può aiutare tutti a migliorare il servizio di amministrazione condominiale.

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L’importanza delle riunioni di condominio.

Non occorre aggiungere altro al dolore dei condomini del palazzo di Milano se non una riflessione a vice alta.

Ricordare che le riunione di condominio, le relazioni interne, le relazioni con l’amministrazione sono sempre il punto di partenza di un interesse comune. Ostacolarsi produce solo danni.

Manca il buon senso di molti partecipanti alle riunioni, manca spesso l’intelligenza e la concretezza della risoluzione dei problemi.

La facile sensazione di scaricare ogni responsabilità sulla amministratore diventa l’unica arma di difesa di molti condomini per nascondere la propria ignoranza.

Bene fanno molti condomini a scegliere attentamente i propri amministratori, bene faranno tanti amministratori professionisti a scegliere attentamente i propri condomini.

Rendere più proficue le assemblee di condominio per rendere più ottimale il lavoro degli amministratori, significa questo il vero cambiamento culturale.

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Riforma del processo ma non della giustizia

Tanto a pagare sono i cittadini. I ritardi dell’organizzazione della giustizia ricadono sempre sui cittadini onesti. Così come nel caso del condominio, materia ancora oggi misteriosa con tutti i suoi risvolti grotteschi. Che tutte le istituzioni collaborino al miglioramento del servizio giustizia per la cittadinanza, senza distinzioni e senza prevaricazione come la costituzione prevede

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Bonus rubinetti e spreco pubblico di acqua …

Bonus rubinetti per contenere spreco idrico: Ottimo intervento ma precario se non si interviene sui grandi sprechi idrici derivanti dalla carente gestione delle reti pubbliche.
il Sole 24 ORE: Bonus rubinetti, firmato decreto attuativo: ecco come ottenere l’incentivo.
https://www.ilsole24ore.com/art/bonus-rubinetti-firmato-decreto-attuativo-ecco-come-ottenere-l-incentivo-AEzzPJm

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Responsabilità dell’amministratore di condominio

sicurezza  e responsabilità à dell’amministratore di condominio. Ne abbiamo parlato con l’Avv. Nicola Ricci, responsabile Osservatorio nazionale condomini . Abbiamo parlato di #garanzie e #assicurazione  amministratore e condomini. Seguitemi sul canale YouTube
https://youtu.be/4Gv9IgRrmcA

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Raccolta differenziata porta a porta a Bari. Criticità e proposte

Il Centro Studi OggiCondominio per il miglioramento della raccolta differenziata porta a porta a Bari. 

Una proposta per il miglioramento del servizio raccolta differenziata porta a porta a Bari. L’ha presentata  questa mattina in Comune il presidente Centro Studi oggi condominio, Isidoro Tricarico, in calce ad una richiesta formulata in cui si chiede tout court di rivedere l’intero sistema di raccolta dei rifiuti urbani. La richiesta formulata parte dalle segnalazioni di residenti nell’area barese.

I cittadini lamentano  una serie di problemi e disagi che in alcuni casi si sono andati acuendo. Si va dai cattivi odori negli appartamenti dove  i rifiuti, sostano forzatamente per una settimana, al fenomeno  sempre più diffuso di coloro che vanno a rovistare nei sacchi fuori dai portoni abbandonando poi immondizia di ogni genere   sui marciapiedi. 

E ancora la questione del decoro urbano: quelle montagne di sacchi accatastate  per ore davanti a palazzi del centro non sono certo uno spettacolo piacevole specie agli occhi dei turisti.

Senza dimenticare che la mattina successiva alla raccolta capita spesso di vedere sacchi sparsi   vicino ai condomini,  o dietro i portici del centro, frutto di un lavoro non sempre ottimale  degli addetti al ritiro notturno. 

OggiCondominio e cittadini chiedono quindi al Comune di annullare la raccolta porta a porta e di puntare invece al potenziamento delle isole ecologiche, installando  al più presto contenitori anche per l’ indifferenziata, la carta e la plastica.

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